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GATTO' 
"Costruzioni moresche ad archi fioriti, di mandorle cucinate con lo zucchero". Le parole della Deledda evocano suggestioni levantine per queste sculture effimere consacrate come dolci di nozze o come doni eccezionali in segno di riconoscenza. A base di mandorle tagliate a pezzetti, miele o zucchero, scorza di arancia, il Gattò si prepara facendo cuocere lo zucchero o il miele che, raggiunto un colore scuro, viene miscelato agli altri ingredienti. A preparazione ultimata, il composto viene rovesciato su di un tavolo di marmo, e cosparso di succo di limone o di arancia, zucchero e trazzea (palline colorate). La forma tipica più comune è quella romboidale, infatti vengono chiamati mustazzolus de gattò e offerti singolarmente su una foglia di arancio. Un tempo le forme erano varie e bizzarre, poichè le donne modellando il composto ancora caldo, creavano delle strutture complesse curate nei minimi dettagli ispirandosi a castelli, a nuraghi e ad altro ancora.
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